E se il prossimo CEO fosse un’intelligenza artificiale?
Per decenni il capo di un’azienda è stato, per definizione, una persona. Un CEO, un amministratore delegato, un consiglio di amministrazione: esseri umani che prendono decisioni e ne rispondono.
Con gli agenti AI questa regola potrebbe iniziare a cambiare.
La domanda non è più soltanto se l’intelligenza artificiale possa aiutare un’azienda. Può arrivare il momento in cui sarà l’AI stessa a gestire l’azienda?
L’Argentina ci sta provando
Il caso più sorprendente arriva dall’Argentina di Javier Milei.
Nel 2026 il governo ha presentato una riforma della legge societaria che introduce il concetto di “Sociedad Automatizada”: una società che può svolgere la propria attività ordinaria attraverso sistemi algoritmici autonomi o agenti di intelligenza artificiale, senza dipendenti necessari per le normali operazioni.
Il progetto è particolarmente ambizioso perché cerca di creare un quadro giuridico pensato proprio per questo tipo di impresa.
Ma attenzione: non è ancora una legge.
A settembre 2026 il progetto è ancora in discussione al Senato argentino. Inoltre, dopo le critiche ricevute, il governo ha annunciato l’introduzione di un responsabile umano. L’idea iniziale di un’azienda completamente autonoma è quindi stata ridimensionata.
Anche Delaware guarda al futuro
Un’altra iniziativa arriva da Delaware, negli Stati Uniti.
Lo Stato è uno dei principali centri mondiali per la costituzione di società e nel giugno 2026 è stato elaborato un progetto per creare una nuova forma societaria: la Artificial Intelligence Company, o AIC.
L’idea è ancora più diretta: una società le cui attività quotidiane siano gestite da un agente AI invece che dai tradizionali dirigenti umani.
L’AI potrebbe, secondo il progetto, prendere decisioni operative, concludere contratti e gestire l’attività della società. Il modello dovrebbe inizialmente essere testato all’interno di una regulatory sandbox, cioè un ambiente controllato in cui sperimentare nuove regole.
Anche qui, però, siamo ancora alla fase del progetto. L’AIC non è ancora una forma societaria disponibile. L’introduzione della proposta nell’Assemblea del Delaware è prevista per il 2027.
E in Italia?
In Italia il quadro è molto più tradizionale.
Il Codice civile attribuisce la gestione della S.p.A. agli amministratori e prevede la loro nomina da parte dell’assemblea. Gli amministratori hanno inoltre una precisa posizione giuridica e precise responsabilità nei confronti della società, degli azionisti e dei terzi.
Un agente AI, invece, non può oggi essere nominato semplicemente come amministratore di una società italiana.
Questo non impedisce alle aziende di utilizzare l’intelligenza artificiale per prendere decisioni o svolgere attività operative. Un’azienda può già avere agenti AI che analizzano il mercato, gestiscono clienti, preparano ordini o automatizzano processi.
La differenza fondamentale è questa:
l’AI può fare il lavoro, ma la responsabilità giuridica rimane umana.
Il vero problema: chi controlla l’AI?
Ed è qui che la questione diventa interessante.
Immaginiamo un’azienda guidata da un agente AI. Chi decide quali obiettivi deve perseguire?
Massimizzare il profitto?
Ridurre i rischi?
Proteggere i dipendenti?
Investire aggressivamente?
Un algoritmo potrebbe essere estremamente efficiente, ma non decide da solo quali valori debbano guidare l’impresa. Qualcuno deve stabilire gli obiettivi, i limiti e le regole.
E c’è un secondo problema: chi è responsabile quando l’AI sbaglia?
Se un agente firma un contratto disastroso, investe milioni in un progetto fallimentare o prende una decisione che causa un danno, non possiamo semplicemente mandarlo in tribunale.
È per questo che Argentina, Delaware e anche l’Europa dovranno prima o poi rispondere a una domanda fondamentale:
come si dà più autonomia all’AI senza creare aziende senza un responsabile?
Il CEO del futuro potrebbe non essere umano
Probabilmente non vedremo domani un robot seduto nella sala del consiglio.
Ma il cambiamento è già iniziato.
Gli agenti AI stanno passando da strumenti che aspettano un comando a sistemi capaci di pianificare, decidere ed eseguire autonomamente.
Argentina e Delaware stanno cercando di capire come adattare il diritto a questo nuovo mondo. L’Italia, per ora, continua a basarsi sul modello tradizionale.
La tecnologia potrebbe quindi arrivare prima della legge.
E forse la vera rivoluzione non sarà creare un robot CEO.
Sarà creare un’azienda nella quale gran parte delle decisioni quotidiane non venga più presa da nessun essere umano.


