Infinite Slop: la TV AI che si inventa mentre la guardi
Immagina di accendere la televisione senza sapere quale programma vedrai.
Non perché il palinsesto sia cambiato, ma perché il programma non è ancora stato creato.
Tu scrivi cosa vuoi vedere, altre persone fanno lo stesso, e un’intelligenza artificiale genera la prossima scena. Quando la scena finisce, ne arriva un’altra. E poi un’altra ancora.
È questa l’idea alla base di Infinite Slop, un esperimento creato da Pieter Levels che porta il video generativo verso un territorio molto più interessante del semplice “crea un video con l’AI”.
Una televisione senza palinsesto
Infinite Slop si presenta come un canale televisivo AI senza fine. Sul sito c’è un video in onda, una chat e una coda di contenuti.
Gli utenti possono scrivere ciò che vorrebbero vedere. Il sistema raccoglie le proposte e decide quale idea trasformare nella prossima scena. L’interfaccia mostra anche gli stati della trasmissione, dalla coda alla generazione fino al contenuto effettivamente on air.
Il risultato non è una storia perfettamente scritta dall’inizio alla fine. È più simile a una specie di improvvisazione collettiva: migliaia di persone suggeriscono idee e l’AI cerca di collegare una scena alla successiva.
Ed è proprio questa la parte nuova.
Con un normale generatore video sei tu a creare un contenuto. Con Infinite Slop, invece, la generazione stessa diventa il programma.
Il dettaglio che cambia tutto: la velocità
Il motivo per cui questo esperimento è diventato possibile proprio adesso è soprattutto tecnico.
Alla base c’è MiniMax H3, mentre Infinite Slop sfrutta una versione ottimizzata chiamata H3 Max, sviluppata da fal.ai. fal ha effettuato un post-training del modello e ha co-progettato anche il sistema di inferenza per ridurre drasticamente i tempi di generazione.
Secondo fal.ai, H3 Max può generare un video di 5 secondi a 768p in meno di 3 secondi. Nei test pubblicati dall’azienda, la velocità media di inferenza è di circa 2,5 secondi per un video di 5 secondi.
È un cambiamento concettuale enorme.
Fino a poco tempo fa il processo era:
prompt → attesa → video → riproduzione
Ora può diventare:
prompt → generazione → riproduzione → nuova generazione → nuova riproduzione
Quando la velocità di creazione supera la velocità con cui una persona guarda il video, la generazione non è più soltanto uno strumento di produzione. Può diventare un sistema di trasmissione live.
Non è ancora un videogioco generato in tempo reale
È importante capire bene cosa sta succedendo.
Infinite Slop non significa che ogni fotogramma venga calcolato istantaneamente come in un videogioco. Il sistema lavora con brevi clip generate una dopo l’altra, cercando di mantenere una certa continuità fra ciò che è appena successo e quello che accade dopo.
Questa distinzione è importante perché mostra anche dove siamo oggi: l’AI video è ormai abbastanza veloce per creare esperienze interattive, ma non significa ancora che possiamo costruire facilmente un mondo cinematografico completamente dinamico, con controllo perfetto e latenza praticamente zero.
H3 o H3 Max? Non sono la stessa cosa
Per chi vuole provare la tecnologia, c’è una distinzione interessante.
MiniMax H3 è il modello più completo. Può arrivare fino a 2K e supporta funzioni più avanzate, comprese modalità basate su riferimenti e editing.
H3 Max, invece, è pensato soprattutto per la velocità e per una maggiore aderenza ai prompt. Su fal.ai lavora a 480p e 768p e può generare clip da 5 a 15 secondi con audio nativo.
In pratica:
- Vuoi velocità e interazione? H3 Max.
- Vuoi maggiore risoluzione e funzioni più avanzate? MiniMax H3.
Puoi provarlo anche tu
Una delle cose più interessanti è che H3 Max non è soltanto un esperimento chiuso.
fal.ai offre un’interfaccia per generare video direttamente dal browser. H3 Max supporta sia text-to-video sia image-to-video, quindi puoi partire da una semplice descrizione oppure caricare un’immagine e trasformarla in una scena animata.
Al momento, fal indica anche cinque generazioni gratuite al giorno per gli utenti autenticati nel sandbox.
La pagina dedicata all’H3 Max Image to Video permette di caricare un’immagine, scrivere cosa deve succedere e vedere il risultato generato dall’AI.
Quanto costa generare video?
Qui emerge un altro elemento importante per capire il futuro di queste tecnologie.
La velocità da sola non basta: per una piattaforma che genera video 24 ore su 24 bisogna anche tenere sotto controllo i costi.
La tariffa pubblicata da fal.ai per H3 Max è attualmente di $0,08 al secondo a 768p, mentre la qualità 480p costa meno. fal ha inoltre indicato tariffe promozionali temporanee durante il lancio.
Questo significa che un contenuto di pochi secondi è relativamente economico da produrre. Ma un canale che genera continuamente video per migliaia di spettatori avrebbe comunque bisogno di un’infrastruttura e di un modello economico molto più complessi.
Ed è probabilmente proprio questo il prossimo problema da risolvere.
Perché Infinite Slop è più interessante di quanto sembri
A prima vista può sembrare semplicemente un flusso di video assurdi generati dall’AI. Il nome stesso, Slop, è una provocazione: richiama il termine usato online per descrivere grandi quantità di contenuti AI prodotti rapidamente e spesso di bassa qualità.
Ma dietro lo scherzo c’è un esperimento molto serio.
Infinite Slop prova a rispondere a una domanda:
cosa succede alla televisione quando l’AI può creare nuovo contenuto più velocemente di quanto il pubblico riesca a consumarlo?
La risposta potrebbe essere molto più ampia di un semplice canale AI.
La TV potrebbe diventare personalizzata
Oggi Netflix, YouTube e TikTok selezionano contenuti già prodotti.
Il modello successivo potrebbe essere diverso: il sistema potrebbe creare il contenuto mentre l’utente lo sta guardando.
Una serie potrebbe modificare la trama in base alle preferenze del pubblico. Un programma per bambini potrebbe adattare personaggi e storie all’età dello spettatore. Un canale sportivo potrebbe generare spiegazioni personalizzate per ogni partita. Un servizio di news potrebbe trasformare automaticamente gli eventi in brevi segmenti video.
E la pubblicità potrebbe diventare dinamica: invece di mostrare lo stesso spot a milioni di persone, un sistema potrebbe generare versioni differenti dello stesso messaggio in base a contesto, lingua, formato e pubblico.
E il gaming?
Forse è qui che l’idea diventa ancora più interessante.
Un videogioco tradizionale contiene già il mondo di gioco. L’AI video potrebbe invece contribuire a generare continuamente ambienti, personaggi e sequenze narrative.
Non siamo ancora a quel punto in modo generale, ma la direzione è evidente: più la generazione diventa veloce, più diminuisce la differenza tra software che mostra contenuti e software che crea contenuti.
Il problema della qualità
Naturalmente Infinite Slop mostra anche il lato meno elegante dell’AI generativa.
Quando produrre contenuti diventa estremamente economico e veloce, il rischio è crearne troppi.
La qualità narrativa può diminuire, le scene possono diventare incoerenti e il pubblico può essere sommerso da contenuti senza particolare valore.
La vera sfida, quindi, non sarà soltanto generare video più rapidamente.
Sarà capire quali video vale la pena generare.
Il vero cambio di paradigma
Infinite Slop è interessante perché anticipa un possibile passaggio da un web basato sui contenuti a un web basato sulla generazione continua.
Prima avevamo pagine web.
Poi sono arrivati i social network, dove gli utenti hanno iniziato a produrre il contenuto.
Ora possiamo immaginare piattaforme in cui gli utenti suggeriscono e l’AI produce.
In questo modello il contenuto non è più necessariamente qualcosa che qualcuno ha preparato in anticipo.
È qualcosa che può nascere proprio nel momento in cui qualcuno decide di guardarlo.
Ed è per questo che un esperimento apparentemente assurdo come Infinite Slop potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto suggerisca il suo nome.
La domanda del futuro potrebbe non essere più “cosa vuoi guardare?”
Potrebbe diventare: “cosa vuoi che succeda adesso?”


