OpenDesign: come usare il tool AI per creare siti, prototipi e design

L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui progettiamo siti web, applicazioni e contenuti digitali.
Tra gli strumenti più interessanti da provare c’è OpenDesign, un progetto open source pensato per portare il lavoro di design all’interno dei nuovi AI coding agent.OpenDesign si presenta come una alternativa open source a Claude Design.
La differenza principale è che OpenDesign non impone un proprio modello di intelligenza artificiale: utilizza il coding agent che abbiamo già, come Claude Code, Codex, Cursor, Gemini, OpenCode e altri strumenti compatibili.

Che cos’è OpenDesign?

In poche parole, OpenDesign è un ambiente di lavoro che permette di usare un AI agent non soltanto per scrivere codice, ma anche per progettare e creare veri artefatti digitali.

Possiamo partire da una semplice richiesta, per esempio:

“Crea una landing page moderna per una startup italiana che sviluppa software di intelligenza artificiale.”

OpenDesign guida l’agente attraverso alcune fasi prima di generare il risultato. Prima raccoglie informazioni sul progetto, come pubblico, tono, brand e dimensioni. Poi permette di scegliere una direzione visuale e infine mostra il lavoro dell’agente in un’anteprima.

Il risultato non è semplicemente un’immagine: OpenDesign genera artefatti reali che possono essere modificati e scaricati, per esempio come HTML, PDF, PPTX o ZIP.

OpenDesign è un’alternativa a Figma?

Solo in parte. Figma rimane uno strumento di progettazione visuale tradizionale, mentre OpenDesign punta soprattutto sulla collaborazione con l’intelligenza artificiale.

Invece di spostare manualmente ogni elemento sulla canvas, possiamo descrivere ciò che vogliamo ottenere e lasciare che l’AI generi una prima versione.
Possiamo poi continuare a conversare con l’agente per modificare colori, layout, testi, struttura e altri elementi.

Per questo OpenDesign può essere particolarmente interessante per sviluppatori, startup, designer, product manager e professionisti del marketing.

Come funziona?

Il processo di OpenDesign può essere riassunto in quattro passaggi:

  1. Question form: l’utente definisce progetto, pubblico, tono, brand e altri dettagli.
  2. Visual direction: si può scegliere una delle direzioni visive disponibili.
  3. AI agent: l’agente crea il progetto e mostra in tempo reale il proprio piano di lavoro.
  4. Artifact: OpenDesign visualizza il risultato in un ambiente isolato e permette di modificarlo o esportarlo.

Questo approccio cerca di evitare uno dei problemi più comuni degli strumenti AI: ottenere un risultato interessante, ma completamente diverso da quello che avevamo in mente.
OpenDesign utilizza infatti un brief strutturato e un processo guidato prima della generazione.

Che cosa serve per utilizzare OpenDesign?

Qui c’è una differenza importante rispetto a molti servizi AI online.
OpenDesign non richiede un account sul proprio sito, ma per l’installazione locale servono alcuni strumenti tecnici.

Secondo la documentazione ufficiale, servono:

  • Node.js 24 circa
  • pnpm 10.33.x
  • almeno un AI coding agent compatibile

Tra gli agent supportati troviamo Claude Code, Codex, Cursor Agent, Gemini CLI, OpenCode, Qwen Code, GitHub Copilot CLI, Devin, Kimi, Kiro, Mistral Vibe, DeepSeek TUI e altri.
OpenDesign rileva automaticamente gli agent disponibili nel sistema.

Chi non possiede un coding agent può utilizzare anche la modalità BYOK – Bring Your Own Key, collegando un endpoint compatibile e la propria API key.

Installazione: da dove si comincia?

Il metodo ufficiale è molto semplice per chi ha già familiarità con il terminale.
Il progetto viene scaricato da GitHub e avviato localmente.

git clone https://github.com/nexu-io/open-design.git
cd open-design
pnpm install
pnpm tools-dev run web

Una volta avviato il comando finale, OpenDesign mostra nel terminale l’indirizzo web locale da aprire nel browser.
Non è necessario creare un account OpenDesign.


Leggi la guida ufficiale Quickstart di OpenDesign


Scarica OpenDesign da GitHub

È gratuito?

Sì, OpenDesign è open source e viene distribuito con licenza Apache-2.0.
Non è previsto un abbonamento OpenDesign per utilizzare il progetto.

Questo però non significa che l’intelligenza artificiale utilizzata sia necessariamente gratuita.
OpenDesign utilizza infatti il coding agent e il modello scelto dall’utente.
Se utilizziamo un servizio che richiede un abbonamento o API a pagamento, pagheremo quel servizio.

Il vantaggio è che non siamo obbligati a utilizzare un unico provider: possiamo cambiare agente e utilizzare le nostre chiavi e i nostri modelli.

A cosa servono Skills e Design Systems?

OpenDesign include una grande libreria di Skills.
Sono istruzioni specializzate che spiegano all’agent come affrontare determinati tipi di progetto, per esempio siti web, dashboard, presentazioni e altri contenuti.

I Design Systems servono invece a mantenere coerente l’aspetto grafico.
Possono definire colori, tipografia, spaziature, componenti, movimento, tono e altre regole visive.

In questo modo possiamo, per esempio, creare un Design System per la nostra azienda e riutilizzarlo nei progetti successivi.

Perché è interessante?

OpenDesign prova a unire in un solo ambiente tre elementi che normalmente sono separati: design, sviluppo e intelligenza artificiale.

Non serve quindi soltanto a creare un’immagine o un mockup.
L’obiettivo è partire da un’idea, trasformarla in un progetto, modificarla attraverso l’AI e arrivare a un artefatto concreto che può essere utilizzato o ulteriormente sviluppato.

La filosofia è anche molto diversa dai normali servizi AI online: OpenDesign è open source, local-first e senza registrazione obbligatoria.
I dati e i progetti vengono gestiti nell’ambiente locale dell’utente, mentre l’intelligenza artificiale viene fornita dall’agent scelto.

OpenDesign vale la pena?

Per chi già utilizza strumenti come Claude Code, Codex, Cursor o Gemini CLI, OpenDesign può essere un modo interessante per portare l’AI anche nel processo di progettazione.

Non è semplicemente un nuovo Figma e non sostituisce automaticamente tutti gli strumenti di design esistenti.
Il suo punto forte è un altro: trasformare un AI coding agent in uno strumento capace di progettare e produrre artefatti digitali.

E il fatto che sia open source, senza signup obbligatorio e compatibile con diversi agent rende il progetto particolarmente interessante per chi vuole sperimentare il futuro del AI design senza essere legato a un unico ecosistema.

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