Hypershell Halo: l’esoscheletro con IA che vuole rendere più facile camminare, pedalare e salire in montagna

Un nuovo tipo di wearable robotico arriva da Hypershell: quattro motori, oltre 30 sensori e un assistente AI chiamato Shelly. Il prezzo è di 2.299 euro, ma la vera novità è il modo in cui l’esoscheletro prova ad anticipare i movimenti di chi lo indossa.

L’idea sembra uscita da un film di fantascienza: indossi un dispositivo sulle gambe e una parte del lavoro muscolare viene affidata a piccoli motori elettrici. Non per trasformarti in un supereroe, ma per rendere meno faticosi camminate, salite e attività all’aperto.

È questo l’obiettivo di Hypershell Halo, il nuovo esoscheletro presentato dall’azienda a IFA 2026. Rispetto ai precedenti modelli Hypershell, Halo non si limita a sostenere i movimenti dell’anca: coordina contemporaneamente anche e ginocchia, utilizzando quattro motori come un unico sistema.

Quattro motori e 1.490 watt

Il cuore del sistema è il nuovo HyperDrive Pro, composto da quattro motori e capace, secondo il produttore, di raggiungere una potenza di picco di 1.490 watt. La struttura principale combina fibra di carbonio e titanio e il corpo dell’esoscheletro pesa 2,6 chilogrammi senza batteria. Con il sistema di supporto arriva a 3,2 kg.

Non è quindi esattamente un accessorio leggerissimo, ma Hypershell punta sulla portabilità: una volta ripiegato, Halo occupa circa 8 litri e può essere trasportato nello zaino.

La batteria PocketVolt da 72 Wh pesa circa 370 grammi e promette fino a 20 chilometri di autonomia. È un dato da prendere però con cautela: l’autonomia reale dipende da terreno, peso trasportato, stile di camminata e livello di assistenza.

L’IA non serve solo a parlare

La parte più interessante, almeno dal punto di vista tecnologico, è probabilmente HyperIntuition 2.0.

Halo utilizza più di 30 sensori per analizzare continuamente il movimento delle gambe. Secondo Hypershell, l’algoritmo può prevedere il movimento successivo fino a 0,2 secondi in anticipo e aggiornare il controllo fino a 2.500 volte al secondo.

In pratica, l’obiettivo è fare in modo che il motore intervenga nel momento giusto, senza dare quella sensazione di movimento artificiale tipica di alcuni sistemi robotici.

C’è poi Shelly, un vero e proprio assistente AI integrato nell’esperienza Halo. Attraverso un’interfaccia vocale o testuale può aiutare a modificare il livello di assistenza, controllare il dispositivo e persino pianificare un percorso.

L’idea è quindi quella di trasformare l’esoscheletro da semplice dispositivo meccanico a sistema capace di adattarsi progressivamente all’utente e al tipo di movimento.

Quanto aiuta davvero?

Qui bisogna distinguere tra specifiche tecniche e risultati indipendenti.

Hypershell dichiara una riduzione della fatica muscolare fino al 40% nel passaggio da seduti a in piedi, mentre nei test interni indica un risparmio energetico del 39% durante il ciclismo e del 24% durante la camminata. Per il ciclismo viene inoltre indicata una riduzione media della frequenza cardiaca del 42%.

Sono però dati forniti dal produttore e ottenuti in condizioni di test specifiche. Non significa quindi che una persona otterrà automaticamente gli stessi risultati durante una normale escursione in montagna.

Un altro dettaglio importante è che Halo non è un dispositivo medico. Hypershell specifica che chi lo utilizza deve essere in grado di camminare autonomamente, sollevare volontariamente le gambe e mantenere l’equilibrio senza assistenza.

Il vero futuro è il “robot indossabile”

Il prezzo rende Halo ancora un prodotto destinato soprattutto agli appassionati: la Origin Edition costa 2.299 euro ed è disponibile in preordine, con le prime consegne previste da novembre 2026. L’edizione iniziale è limitata alle prime 200 unità.

Ma il punto interessante va oltre il singolo prodotto.

Per anni abbiamo immaginato gli esoscheletri come enormi strutture industriali utilizzate nei laboratori o nelle fabbriche. Halo mostra invece una direzione diversa: robotica sempre più piccola, personale e alimentata dall’intelligenza artificiale.

Un giorno potremmo avere esoscheletri abbastanza leggeri da diventare normali accessori per trekking, lavoro, sport o mobilità quotidiana. Halo non è ancora arrivato a quel punto. Ma il concetto è sorprendentemente vicino.