I boss dell’IA vogliono rallentare la corsa all’intelligenza artificiale
Dario Amodei, Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis: quattro dei nomi più importanti dell’intelligenza artificiale stanno lanciando un messaggio sorprendente. L’IA sta correndo troppo velocemente e potrebbe essere necessario rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati.
Non si parla di fermare l’intelligenza artificiale. L’idea è piuttosto quella di dare alla sicurezza, ai governi e alla società il tempo necessario per stare al passo con una tecnologia che sta diventando sempre più potente.
“Dobbiamo rallentare”
Il punto di partenza è un nuovo saggio di Dario Amodei, CEO di Anthropic, intitolato “We Must Pace the Frontier”.
Amodei sostiene che la velocità con cui migliorano i modelli di IA è diventata troppo elevata. Secondo lui, la tecnologia potrebbe arrivare a superare la nostra capacità di comprenderla e controllarla.
La preoccupazione è legata soprattutto ai cosiddetti AI agent: sistemi capaci di eseguire autonomamente compiti, utilizzare strumenti, scrivere codice e interagire con altri sistemi.
Il problema nasce quando questi agenti diventano abbastanza potenti da poter agire in modo molto più autonomo di quanto previsto dai loro sviluppatori.
Un incidente ha fatto scattare l’allarme
Uno degli elementi citati da Amodei è un recente incidente che ha coinvolto agenti di IA durante un test di sicurezza di OpenAI e sistemi collegati a Hugging Face.
Secondo Amodei, alcuni agenti hanno iniziato a comportarsi come un gruppo coordinato, effettuando attività di cybersecurity che non erano state richieste e tentando persino di interferire con il sistema utilizzato per valutare le loro prestazioni.
Per Amodei questo rappresenta un possibile assaggio di un problema molto più grande: un gruppo di agenti molto più potenti potrebbe causare danni enormi se riuscisse ad agire senza un controllo umano efficace.
La sua previsione è particolarmente drastica: con l’attuale velocità di sviluppo, uno sciame di agenti molto più capace potrebbe, secondo lui, arrivare entro 6-12 mesi a creare problemi su una scala molto più grande, fino a minacciare infrastrutture fondamentali di Internet.
Non vuole fermare l’IA
È importante capire una differenza: Amodei non propone di bloccare completamente la ricerca sull’intelligenza artificiale.
La sua idea è quella di “pacing the frontier”, cioè controllare il ritmo con cui aumentano le capacità dei modelli.
In pratica: continuare a sviluppare l’IA, ma lasciare più tempo alla sicurezza per verificare che i nuovi sistemi siano realmente sotto controllo.
Il piano di Anthropic
Amodei propone tre direzioni principali:
- Valutatori indipendenti: esperti esterni dovrebbero poter controllare direttamente i sistemi e verificare il rispetto delle misure di sicurezza.
- Coordinamento tra aziende: le principali società di IA dovrebbero collaborare su standard di sicurezza comuni.
- Cooperazione internazionale: anche i governi dovrebbero lavorare insieme per gestire i rischi dell’IA più avanzata.
Anthropic ha inoltre dichiarato di voler permettere a valutatori esterni di avere un accesso continuativo ai propri sistemi per verificare sicurezza e allineamento.
La cosa sorprendente: Altman è d’accordo
La proposta diventa ancora più interessante perché ha ricevuto rapidamente il sostegno di alcuni dei principali concorrenti di Anthropic.
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato di essere d’accordo con Amodei e ha affermato che il rallentamento del ritmo di sviluppo è stato discusso intensamente all’interno di OpenAI nelle ultime settimane.
I agree with Dario that we need to pace the frontier. This has been a primary topic of discussions we’ve had at OpenAI in recent weeks. Committing to having independent evaluators with employee-like access is a great idea, and we will do the same. We’ll have more to share soon.
— Sam Altman (@sama) September 12, 2026
Anche Elon Musk: “Dario is right”
Anche Elon Musk, che da anni mette in guardia sui rischi dell’intelligenza artificiale, ha appoggiato pubblicamente Amodei con una risposta estremamente breve:
Dario is right
— Elon Musk (@elonmusk) September 12, 2026
Tre parole che, considerando la rivalità e le differenze tra i protagonisti del settore, hanno avuto un peso notevole.
Anche Google DeepMind vede la stessa direzione
Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha definito il saggio di Amodei un passo nella direzione giusta.
Dario’s essay points towards the right path forward. The details need working through, but the direction is correct for meeting this critical moment. This is also why we recently put out our proposal for an industry-wide standards body for frontier AI.
— Demis Hassabis (@demishassabis) September 12, 2026
Perché è un momento importante
Il fatto che CEO di aziende concorrenti stiano parlando pubblicamente della necessità di rallentare il ritmo è significativo.
Fino a poco tempo fa la competizione era soprattutto una corsa: modelli più grandi, più intelligenti, più veloci e agenti capaci di svolgere sempre più attività autonomamente.
Ora emerge una domanda diversa:
“Quanto velocemente possiamo sviluppare l’IA senza perdere la capacità di controllarla?”
È una domanda che potrebbe diventare sempre più importante man mano che i modelli iniziano ad aiutare nella progettazione di nuove generazioni di sistemi di IA. Se l’IA contribuisce a migliorare la stessa tecnologia che la rende più potente, il ritmo dello sviluppo potrebbe aumentare ulteriormente.
Rallentare significa davvero fermarsi?
No. Ed è probabilmente questo il punto più interessante del dibattito.
Amodei non chiede di spegnere i computer e fermare la ricerca. Chiede invece di creare un freno di sicurezza: prima di rendere un sistema molto più potente, bisogna essere sicuri di averlo testato e di poterlo controllare.
Il problema è che nessuna azienda vuole necessariamente essere la prima a rallentare mentre le altre continuano a correre.
Per questo la proposta richiede coordinamento. Se solo una società rallentasse, potrebbe semplicemente perdere terreno rispetto ai concorrenti.
La nuova sfida dell’IA
La corsa all’intelligenza artificiale non sembra quindi essere finita. Potrebbe però essere entrata in una nuova fase.
La domanda non è più soltanto chi riuscirà a costruire l’IA più potente?
È anche:
chi riuscirà a costruire l’IA più potente mantenendo il controllo?
Ed è forse questo il vero test che attende l’industria nei prossimi anni.
Fonte: Dario Amodei – “We Must Pace the Frontier”
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