Con l’AI puoi creare il tuo software: l’era delle app su misura è già iniziata

Perché pagare un abbonamento per un programma quando puoi costruirne uno che fa esattamente ciò di cui hai bisogno? Grazie all’intelligenza artificiale, sviluppare applicazioni personalizzate sta diventando più semplice ed economico. E alcuni progetti recenti mostrano quanto velocemente stia cambiando il settore.

Un solo sviluppatore ha ricreato sette programmi Adobe

Uno degli esempi più sorprendenti è PhotoCraft, un’alternativa open source a Photoshop realizzata con l’aiuto di agenti AI.

Il progetto fa parte di una famiglia di applicazioni che riproducono le funzionalità di sette programmi Adobe, tra cui Illustrator, Premiere Pro, Lightroom e Acrobat.

PhotoCraft è scritto in Rust, supporta i file PSD con livelli e maschere e ha già superato le 70.000 stelle su GitHub.

Non è ancora un sostituto completo di Photoshop: si trova in fase alpha e mancano diverse funzionalità professionali, soprattutto quelle basate sull’AI generativa.

L’aspetto interessante è il metodo di sviluppo: un singolo sviluppatore può coordinare più agenti AI che lavorano contemporaneamente su componenti differenti del software, accelerando un processo che tradizionalmente richiedeva un team.

Reverse Engineer Anything: capire come funziona un’app e ricrearla

Un altro progetto in forte crescita è Reverse Engineer Anything (REA), che ha superato le 300.000 stelle su GitHub.

Questo strumento open source permette agli agenti AI, tra cui Claude Code e Codex, di analizzare applicazioni esistenti, esaminarne il comportamento e ricostruire il funzionamento di determinate caratteristiche.

Per esempio, puoi studiare come un gestionale organizza i dati e sviluppare un’interfaccia più semplice per il tuo lavoro.

Non significa poter copiare liberamente codice proprietario: licenze, copyright e condizioni d’uso restano importanti. Inoltre, l’analisi non garantisce una replica perfetta.

Il 35% ha già sostituito software a pagamento

Il fenomeno non riguarda soltanto gli sviluppatori indipendenti.

Un’indagine condotta da Retool su 817 professionisti ha rilevato che il 35% aveva già sostituito almeno un servizio SaaS con un’applicazione sviluppata internamente. Il 78% prevedeva di realizzare ulteriori strumenti personalizzati nel 2026.

Il campione non rappresenta tutte le aziende, ma evidenzia una tendenza interessante: anziché acquistare software complessi e utilizzarne soltanto una piccola parte, alcune organizzazioni preferiscono costruire strumenti specifici.

Le applicazioni più interessanti sono quelle che risolvono piccoli problemi

Non serve ricreare Photoshop. Spesso bastano applicazioni molto più semplici:

  • Gestione documenti: fotografare fatture e ricevute, estrarre automaticamente importi e scadenze e organizzarli in un archivio.
  • Cantieri: dettare note vocali sullo smartphone, trascriverle anche offline e sincronizzarle con Google Sheets.
  • Amministrazione: aggiungere nuove funzionalità a vecchi database Access senza sostituire l’intero sistema.
  • Dashboard personalizzate: riunire dati provenienti da fogli Excel, CRM e altri servizi in un’unica interfaccia.

Strumenti come Claude Code, Codex e le piattaforme di vibe coding permettono di sviluppare prototipi anche senza conoscere approfonditamente i linguaggi di programmazione.

Resta però una distinzione fondamentale: creare un prototipo è molto più facile che mantenere un’applicazione sicura e affidabile. Aggiornamenti, bug, protezione dei dati e manutenzione continuano ad avere un costo.

La vera novità non è che ogni software possa essere copiato, ma che sempre più persone possano costruire quello di cui hanno bisogno, senza dover aspettare che qualcuno lo metta in vendita.

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