KERNEL Prompt Engineering più efficace

Dopo migliaia di prompt testati nel mondo reale, un tech lead in r/PromptEngineering ha individuato un pattern sorprendente: le richieste più efficaci seguono sempre gli stessi 6 schemi.

Li ha chiamati KERNEL. E, numeri alla mano, stanno cambiando il modo di lavorare con l’AI.

Un framework semplice, pratico e model-agnostic. Funziona con GPT-5, Claude, Gemini, Llama e tutto ciò che verrà.

Perché il framework KERNEL è così potente?

L’autore ha analizzato oltre 1000 prompt reali usati nel suo team di sviluppo. Risultato?

  • 94% di successo al primo tentativo (prima 72%)
  • –67% di tempo per ottenere un output utile
  • –58% di token consumati
  • +340% di accuratezza
  • revisioni da 3,2 → 0,4

Numeri enormi per un’ottimizzazione che parte da un principio molto umano: scrivere meglio fa lavorare meglio l’AI.

Il metodo KERNEL, spiegato semplice

Ogni lettera è una regola. E ogni regola riduce ambiguità, sprechi e sorprese.

K – Keep it simple

I prompt lunghi non funzionano: confondono il modello e aumentano il rumore.

Male: contesto di 500 parole
Bene: un obiettivo chiaro

Esempio:

❌ “Mi aiuti a scrivere qualcosa su Redis?”
✔️ “Scrivi un tutorial tecnico sul caching con Redis.”

Risultato: 70% di token in meno, risposta 3 volte più veloce.

E – Easy to verify

Se non puoi verificare un output, l’AI non può produrlo.

Evita richieste soggettive (“rendilo accattivante”) e passa a criteri misurabili:

  • “Includi 3 esempi di codice.”
  • “Usa paragrafi da massimo 5 righe.”

Con criteri chiari, il successo è passato dal 41% all’85%.

R – Reproducible results

Evita riferimenti temporali come “trend attuali” o “best practice moderne”. Domani quel prompt sarà già obsoleto.

Preferisci:

  • versioni specifiche
  • requisiti espliciti
  • formati stabili

Nei test: 94% di consistenza per 30 giorni.

N – Narrow scope

Un prompt, un obiettivo. Niente richieste multitasking.

Quando gli obiettivi sono separati:

  • soddisfazione all’89%
  • contro il 41% dei prompt multifunzione

E – Explicit constraints

Le IA migliorano molto quando diciamo cosa non vogliamo.

Esempio:

❌ “Scrivi codice Python.”
✔️ “Scrivi codice Python. Nessuna libreria esterna. Nessuna funzione oltre 20 righe.”

Con vincoli espliciti, gli errori indesiderati si riducono del 91%.

L – Logical structure

La struttura del prompt conta più del contenuto.

Usa sempre questo schema:

  1. Context (cosa entra)
  2. Task (cosa deve fare l’AI)
  3. Constraints (limiti)
  4. Format (come vuoi l’output)
  5. Verify (criterio di successo)

Esempio reale:

Prima: “Mi serve uno script per processare dei file e renderli più efficienti.” → 200 righe inutilizzabili.

Dopo:

  • Task: unisci file CSV
  • Input: CSV con stesse colonne
  • Constraints: usa solo Pandas, max 50 righe
  • Output: merged.csv
  • Verify: funziona su /test_data

→ Script funzionante in 37 righe al primo tentativo.

Advanced tip: Chain-of-KERNEL

La vera magia è concatenare più prompt semplici invece di uno complesso.

  1. Genera l’outline
  2. Scrivi la bozza
  3. Aggiungi esempi
  4. Rifinisci lo stile

Ogni step è più preciso e meno soggetto a errori.

Perché KERNEL funziona?

Perché riduce l’ambiguità.

Prompt più brevi → meno rumore
Obiettivi chiari → meno errori
Vincoli espliciti → meno sorprese
Struttura fissa → più coerenza
Fasi separate → meno allucinazioni

Conclusione: il prompt engineering non è morto. È maturato.

KERNEL è una grammatica per parlare con le IA.
E, come tutte le grammatiche, libera invece di limitare.

Provalo su un task. Poi dividilo in due. Poi in tre.
Vedrai la differenza.

Fonti

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